Ennesime dichiarazioni indignate dall’Inghilterra. I video amatoriali realizzati tramite cellulari o altre piccole apparecchiature disponibili oramai per quasi tutti e messi online su portali come ad esempio YouTube, sempre più spesso contengono contenuti violenti da parte di adolescenti nei confronti dei loro coetanei o addirittura della polizia locale.
A questa non certo nuova denuncia si unisce la richiesta di rimozione di tali contenuti dai portali per il video-sharing. Con l’accusa che tali contenuti possono turbare determinate persone e istigare all’imitazione delle scene viste, addirittura la polizia inglese pretende che tali contenuti vengano rimossi. Abile mossa per tutelare la società.
Bravi! Applausi! Di certo non condivido le azioni di determinate persone che rompono e spaccano un po tutto, ma di sicuro non è possibile risolvere cosi i problemi. Internet ormai ci permette di venire a conoscenza anche di questi avvenimenti e ci riporta alla vista direttamente i contenuti di una vicenda piuttosto che l’eco flebile delle veline che girano di redazione in redazione. Di certo non so come risolvere i problemi che portano alcune persone a tali comportamenti ma, poco ma sicuro, tali azioni esistono, creano problemi ed al tempo stesso sono la manifestazione di altri problemi. Al posto di investire palate di soldi in sistemi di video sorveglianza a 360° e nello stilare leggi sempre più restrittive, si dovrebbero risolvere i problemi a monte. Il vero problema è una società malata che un po’ tutti hanno contribuito a mandare alla deriva. Il web ci ha aiutato a venire a conoscenza di certi comportamenti quali il bullismo nelle scuole, violenza gratuita nelle strade e tanto altro ancora, ma determinate situazioni sarebbero accadute anche a telecamere spente e senza videofonini. Alzi poi la mano chi non è mai venuto a conoscenza di episodi simili prima dell’avvento dei videofonini.
Non serve tapparsi gli occhi davanti la realtà, non siamo mica degli struzzi! Ma si sa, troppo spesso si sceglia la soluzione più facile. Eppoi, mica si può ammettere che la società, o come la intendiamo, abbia fallito.
Stupenda e meravigliosissima trovata da parte di Marlena Cervantes: FlexPetz.
FlexPetz è un’agenzia che permette a chi non possiede un cane, di affittarne uno non solo per qualche giorno, ma persino per delle ore. Da oggi chiunque non ha il tempo, la voglia o la possibilità di possedere un cane ma voglia comunque farsi una passeggiata ogni tanto al parco con il suo Fido, può farlo. Vi annoia affittare i film? Vi annoia affittare una bici? Vi annoia affittare qualsiasi altra cosa perchè ormai avete affittato di tutto e volete sentirvi un po’ più responsabili nei confronti di voi stessi? Non c’è problema: ci sono i cani. Purtroppo pare che questo nuovo surrogato di una simil-prostituzione stia riscuotendo un grande successo tant’è che sono già due le filiali aperte ed in futuro se ne apriranno delle nuove.
Trovo naturale tutto questo successo. Chi rinuncerebbe alla compagnia di un cane senza tutti gli oneri che questo comporta? Passi chi vive in spazi ristretti e chi viaggia molto per lavoro… ma affittare un essere vivente è un’esagerazione.
Notizia dell’ultim’ora: da questo momento per chi voglia avere un figlio ma non se ne vuole prendere la responsabilità è nato un nuovo servizio che ti permette di affittare per una passeggiata in centro un figlio! Scegli tu il sesso, l’età ed i gusti!
Divertimento e pace interiore assicurati!
[tag]cani, affitto, idiozia, problemi esistenziali[/tag]
Nel post precedente ho parlato dell’intervento di Beha in quel di Vasto ieri sera, ma non ho parlato assolutamente del suo libro, così ho deciso di farlo fare a lui direttamente:
Ieri sera ho avuto il piacere di conoscere Oliviero Beha e di ringraziarlo per il suo appoggio alla petizione che ho scritto sulla libertà di parola e la tutela della stessa negli spazi personali.
Beha è venuto a Vasto, a pochi chilometri da San Salvo, per parlare del suo libro, della Lista Civica Nazionale, ma soprattuto per smuovere un po di coscienze. Spero che ci sia riuscito e che cominci a muoversi qualcosa sul serio. Purtroppo la bellissima serata è stata rovinata da due o tre persone che hanno approfittato dell’occasione per fare comizio mediante la messa in scena di litigi degni dei più stupidi pargoli.
«Delle mille famiglie residenti credo che almeno 800 oggi abbiano un computer», dice sornione Mario Caligiuri, docente universitario, sindaco di Soveria dall’85 al 2004 e oggi vicesindaco, il papà del progetto Soveria.it: un portale web (che in questi giorni stanno rinnovando e arricchendo), corsi di alfabetizzazione informatica per giovani e meno giovani e 600 pc comprati grazie ai fondi di un progetto approvato dalla Regione e regalati alle scuole e a moltissime famiglie.
Un prodigio? No, ma quasi: Varese Ligure, piccolo borgo appenninico tra Parma e La Spezia, ha meritato in pieno il titolo di paese più ecologico d’Europa.
Con mulini a vento e pannelli solari ottiene energia solo pulita e in quantità superiore al suo fabbisogno, riuscendo così a rivenderne una parte, all’Enel.
Non solo: il 95% delle aziende agricole del comune ha certificazione biologica: i campi non conoscono pesticidi né ogm e il bestiame è alimentato con foraggio o mangimi bio.
Autore del miracolo l’ex sindaco, un dc radiato dal partito per aver messo in giunta i comunisti. E’ Maurizio Caranza, oggi assessore all’ambiente, che ha innestato un vero circolo virtuoso, trasformando Varese Ligure da cittadina in via d’abbandono in un suggestivo borgo medievale restaurato e in un centro agricolo così ecoproduttivo da esportare carne e formaggi in tutta Italia, e da far salire l’occupazione a tassi da capogiro.
E ora l’Università di Bologna lo ha messo sotto la lente, perché ha scoperto che a Varese Ligure – guarda un po’ -, si vive molto, molto più della media…
Fioroni, ministro dell’istruzione, snocciola un po’ di dati riguardo all’esame di maturità dell’anno scolastico appena passato.
Questo è il primo esame dopo la riforma che ha tramutato la barzelletta della Moratti in qualcosa di più serio e di rigido.
E i risultati si vedono:
A non passare l’esame sono stati il 6,6%(di cui il 4% bloccati dall’ammissione vera e propria) . Nel 2006 la percentuale di bocciature si era invece fermata al 3,3%.
La quota di studenti che è riuscita a superare il 90 è scesa dal 20 al 17 per cento. I “bravisssimi” poi, quelli con 100, sono diminuiti dal 9,7 al 7,5 per cento. Alla fine saranno circa tremila i ragazzi con lode.
Sono invece aumentati gli studenti nella media, quelli che sono riusciti a conseguire una votazione compresa tra 61 e 80, che sono passati dal 51,6 per cento al 54,6 per cento.
Tra gli studenti poi che sono riusciti a ottenere la lode, il 60 per cento sono ragazze.
La riforma Fioroni ha portato anche a maggiori vincoli per poter ottenere l’abbreviazione del corso di studi per merito, i cosiddetti “ottisti” che, con la media dell’otto potevano saltare il quinto anno ed essere ammessi all’esame. Quest’anno gli “ottisti” sono stati solo 147 rispetto ai 3800 dello scorso anno scolastico.
L’anno prossimo di certo nelle classi non si respirerà una grande ”aria di freschezza” per la presenza delle ”vecchie facce” ma è una buona cosa che un esame si possa definire tale.