Sbarcare in Italia non vuol dire sopravvivere
Uno dei più grandi problemi derivanti dall’immigrazione è sicuramente lo stato di salute delle persone che, ammassate su delle autentiche bagnarole, sfidano il mare per andare incontro ad un futuro migliore. Se molti immigrati non muoiono appena sbarcati o nei giorni successivi e, cosa ugualmente importante, non portano con se magari delle malattie è soprattutto merito di organizzazioni come Medici Senza Frontiere che si fanno carico dello stato di salute di queste persone e le aiutano a sopravvivere al meglio.
Dal 31 Ottobre però, cio non è più possibile a Lampedusa (una delle principali mete degli sbarchi) in quanto il Ministro dell’Interno Italiano “ha deciso di non firmare un nuovo Protocollo d’Intesa e di non rilasciare il permesso necessario perché MSF continui ad operare adeguatamente”. Medici Senza Frontiere, cosa assurda, riesce ad operare durante le guerre in territori ostili, ma non sul suolo italiano.
Che a questo Governo fosse razzista l’immigrazione proprio non andasse giù era cosa risaputa, ma che lasciasse morire della gente è davvero fonte di nuova vergogna in campo internazionale.
via Totanus
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Ho letto la notizia in uno dei tanti siti che parlano di immigrazione. Tu hai visto questa notizia su qualche quotidiano nazionale? Sono curioso di sapere la tua risposta.
duhangst — 3 novembre 2008 17:08
Eh, già sai la risposta
Io stesso l’ho appresa dal blog che ho citato
Vinz — 3 novembre 2008 17:30