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14 Luglio 2009 #pillola rossa o pillola blu?

Aderisco anch’io all’iniziativa contro le norme inserite nel Decreto Legge Alfano sulle intercettazioni.

L’iniziativa si chiama “Diritto alla rete” ed il suo banner lo potete vedere qui accanto o comunque nella barra laterale, sempre presente finchè mi andrà di tenercelo. Per sapere meglio di cosa si parla, potete leggere il post di presentazione dell’iniziativa e seguire i link all’interno dell’articolo.

Se ciò vi causa troppo sforzo,  accendete la tv e belate tra una birra e l’altra.

(continua…)

Ci scusiamo per l’interruzione

Data:

1 giugno 2009

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2

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Informazione, censura, italia

Noemi di qua, Noemi di la, la nonna di Noemi, la zia di Noemi, il Cavaliere, Veronica, lui ci prova, lui ci sta, il fidanzatino di Noemi…

L’approvazione del pacchetto sicurezza ieri sera al Senato (disegno di legge 733) non ha fatto notizia. Ne hanno parlato solo Beppe Grillo e Punto Informatico.

Il pacchetto sicurezza prevede per i medici l´obbligo di denuncia dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto. Inoltre, tra le altre cose, l’articolo 50-bisE prevede la “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”, con l’esigenza di “normalizzare” questo incontrollabile flusso di informazioni attraverso la rete.
Il testo la prossima settimana approderà alla Camera.
Da oggi in poi chiunque si esprimi mediante internet contro una legge del passato o appena approvata, si vedra’ bloccato dai provider entro 24 ore. Il blog o il sito in questione verra’ oscurato ovunque si trovi, anche se all´estero. Inoltre i provider dovranno sborsare dalle 50mila alle 250mila euro e i blogger “non allineati” si faranno dagli uno ai 5 anni di carcere per istigazione a delinquere e apologia di reato, e da 6 mesi a 5 anni per istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico e all´odio fra le classi sociali.
- Articolo 21 – fattomi notare da Rudy

Ma Noemi a Capodanno c’era? Villa Certosa, le foto che valgono, la privacy, il cavaliere, Berlusconi è uno di compagnia, la Lario, ma sto’ divorzio come va a finire?

100.000 euro per i blasfemi

Data:

4 maggio 2009

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1

L’idea per aggiornare la legge sulla diffamazione proposta dal Ministro della giustizia Irlandese propone proprio questo: multare con 100.000 chi si macchia di blasfemia.

Nello specifico:

“Una persona che pubblica o pronuncia contenuti blasfemi è colpevole di reato ed è passibile di multa per un importo non superiore a 100.000 euro”. Il testo definisce come “contenuti blasfemi” ciò che è considerato “gravemente offensivo o insultante di ciò che è ritenuto sacro da qualsiasi religione, provocando indignazione in un numero consistente di fedeli di quella religione”, laddove l’autore “abbia voluto, diffondendo i contenuti in questione, provocare tale indignazione”.

Dal canto mio, rispettando chi è sensibile a certe tematiche rispondo con un brano di un vecchio pezzo degli Articolo 31, “Fotti la censura” (per il testo non per il gruppo in se che negli anni è diventato peggio di arlecchino).

Cos’é volgare? Chi é morale? Chi, o cosa, la domanda deve essere posta,
chi ha l’onniscienza per definire la decenza, chi decide quello che può
corrompere una coscienza, in quali casi bisogna censurare, su quali basi si
opera per evitare che arrivi qualcosa all’orecchio della gente, qualcosa che
offende, qualcosa di indecente, cos’é la parolaccia? Cos’é il buongusto?
Cosa provoca l’offesa, e qual’é il linguaggio giusto?

via UAAR

Qualcuno l’ha vista?

Data:

6 febbraio 2009

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4

http://libertadiespressione.net/

DIFFONDETE

via Giovanni

Lettera aperta a Carlo Costantini, IdV

Data:

22 ottobre 2008

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4

UPDATE: ho sbagliato a segnalare il post (il titolo dei post quasi identici mi ha tratto in inganno) e chiedo scusa. Resta il fatto però che si potrebbero utilizzare piattaforme supportate da tutti.

Anch’io, come molti blogger Abruzzesi, quest’oggi mi sono ritrovato nella casella di posta un’email da parte di Carlo Costantini, candidato dell’Italia dei Valori per la presidenza della Regione Abruzzo.

Ecco il testo dell’email:

Caro Vincenzo,

sono Carlo Costantini, candidato dell’Italia dei Valori alle elezioni
per il Presidente della Regione Abruzzo.
Ho messo on line nel mio blog il programma elettorale fatto da 10
proposte aperte ai cittadini a cui ho chiesto un contributo nella
definizione di nuove proposte. Contrariamente ai miei avversari,
definiti e non, io ritengo che la Rete svolga un ruolo fondamentale
nello sviluppo di questa regione. La Rete, come voi saprete, è
trasparenza, disintermediazione politica, informazione libera, ma è
anche servizio ai cittadini, taglio di costi pubblici, nuove
opportunità di lavoro, ecologia. Non sviluppare una regione sotto
questo punto di vista significa tagliarla fuori o farla arrivare
irrimediabilmente in ritardo sul treno dello sviluppo, treno che oggi
molti giovani abruzzesi credono di aver già perso. Ma io non mollo, e
nel mio programma ho inserito soluzioni radicali che rivoluzioneranno
l’Abruzzo, a partire del Wi-max ad accesso gratuito in tutti i
principali centri urbani con graduale estensione a tutto il
territorio. Internet è un diritto ai tempi nostri, non più gestibile
dagli operatori privati.
Fatta questa doverosa premessa vi invito a dare un giudizio sul mio
programma e aspetto i vostri preziosi commenti come interlocutori che
ne hanno già compreso il valore. Sono disponibile a vostre interviste
su qualsiasi argomento riteniate utile per poter spiegare ai cittadini
con la massima trasparenza ogni aspetto della mia proposta. Qualora
abbiate difficoltà a raggiungermi di ogni tipo siete pregati di
contattare la mia segreteria personale. Provvederò personalmente a
mettervi nella condizione di potermi raggiungere per effettuare il
vostro lavoro.

Con stima, Carlo Costantini

Mi ha fatto piacere ricevere quest’email alla quale rispondo con una lettera aperta, questa:

Gentile Carlo Costantini,

innanzitutto la ringrazio per l’attenzione che manifesta nei confronti dei cittadini che utilizzano il proprio blog come strumento per manifestare i propri pensieri e raccontare la propria vita con la forza del confronto insita nella possibilità del commento da parte dei visitatori.

E’ proprio la potenza della partecipazione che mi ha spinto a risponderle. I suoi progetti che vedono protagonista la Rete e la sua apertura nei confronti del cittadino sono lodevoli, ma spesso in una squadra non tutti hanno le stesse idee oppure le persone che la compongono non si applicano allo stesso modo per perseguire lo stesso risultato.

Mi riferisco al fatto che il 15 Ottobre scorso ho commentato il post del blog dell’Italia dei Valori – Abruzzo in cui si annunciava la diretta streaming del suo intervento – http://www.abruzzo.antoniodipietro.it/?p=490 -. Il mio commento non infrangeva le regole, peraltro giuste, della vostra policy ed esprimeva il mio disagio quale utente del sistema operativo Linux nell’accorgermi dell’impossibilità di seguire la diretta perché la piattaforma non era supportata. Esprimevo il mio disagio con rabbia (data dall’ennesima delusione), va bene, ma non offendevo nessuno. Tuttavia il mio commento è stato censurato.

Non mi aspettavo dal mio commento un cambio di piattaforma streaming da parte vostra, nemmeno le scuse, ma almeno un “Prenderemo in considerazione la sua segnalazione”. Una cosa così, semplice e non impegnativa.

Con la mia scelta di utilizzare solo Software Libero riconosco di rappresentare una minoranza (che sta sempre crescendo), ma comunque come me si sono trovate nella stessa condizione altre persone (vi basterà vedere le statistiche di accesso al vostro blog per quantificare in modo preciso) che, scegliendo un Sistema Operativo Libero, non vi hanno segnalato il fatto (o lo hanno fatto ed anche il loro commento non è stato pubblicato).

Utilizzare un blog per confrontarsi con i cittadini è lodevole, ma bisogna anche tener presente i doveri insiti in tale scelta: l’ascoltare, sempre, chi commenta ed interfacciarsi con la persona che ha manifestato la volontà di dialogare con voi.

Con questo consiglio la saluto e le auguro il miglior risultato possibile dalla sua campagna elettorale. Spero che vorrà rispondere a questa lettera aperta che troverà anche sul mio blog a quest’indirizzo: http://www.vincenzodibiaggio.net/blog/2008/10/22/lettera-aperta-a-carlo-costantini-idv

Le assicuro che il commento sarà pubblicato.

Cordialmente,

Vincenzo Di Biaggio

Aiutatemi a capire

Data:

1 ottobre 2008

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5

Aiutatemi a capire, io di queste cose mastico poco.

Nel 2001, per finanziare le invasioni, l’America emette tanti bot comprati in larga parte dalla banca centrale cinese. La maggior parte delle industrie americane ma non solo, ha la produzione dislocata nell’est e soprattutto in Cina.

Tante di queste aziende che esportano occupazione per trarre maggior profitto sono le case editrici. Oggi vengo a sapere che il regime cinese, censura anche i libri in lingua occidentale che vengono stampati esclusivamente per i mercati occidentali. Quante sono le case editrici che in nome del profitto si faranno censurare i libri? Quante quelle che rinunceranno ai soldi in nome dell’etica?

Se una singola entità ha in mano il potere economico (e politico), il potere produttivo e il potere culturale che cosa potrà accadere da qui in poi?

Nel frattempo in Italia, in nome della sicurezza, fomentiamo il razzismo e troviamo qualsiasi scusa per accettare il fascismo per quello che non è mai stato. In più accettiamo le rassicurazioni di chi ci dice che tutto va bene, anche se tutto l’attuale sistema sta crollando e quello che sta ancora in piedi è pieno di crepe e scricchiola da tutte le parti. Non solo, tra qualche anno accendere il gas per cucinarsi la pasta non sarà per tutti e poter fare la scarpetta con del pane fresco sarà un lusso. Se nel mentre la luce in cucina è accesa, beh, inimmaginabile.

Ma non è detto che si arriverà a questo, potremo anche morire prima per l’avvelenamento di qualche cosa di tossico inserito negli alimenti per guadagnarci sopra ancor di più.

Dove stiamo andando?

Censuro o no?

Data:

24 settembre 2008

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censura, personale

Oggi, per la prima volta, ho censurato un commento al mio blog. Anzi, è li in lista di moderazione, wordpress me lo segnala col numerino ed io non so che fare.

Non ho mai censurato un commento, anche se in passato ce ne sono stati di pesanti perchè ho sempre odiato la censura. Ognuno è libero di dire la sua, ma quui ci rischio se qualcuno che non dovrebbe lo legge. Ho controllato, non è un commento di spam (l’indirizzo email esiste ed è stato usato per altri commenti su altri blog). E’ stato scritto appositamente ed in maniera prolissa pure.

Sono veramente indeciso e non so che fare. Mi spiacerebbe censurare, ma mi spiacerebbe molto di più esser denunciato.

Ci dormo su.

Cucù, non c’è più

Data:

24 luglio 2008

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censura

A Napoli, oltre l’emergenza rifiuti, è sparito anche l’articolo 21 della Costituzione Italiana…

Grazie Sdreng

Open Net Initiative, ovvero lo studio e il monitoraggio dei livelli di censura governativa applicati alla Rete

Data:

28 giugno 2008

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2

Categorie:

censura, web

Spesso si parla di come alcuni regimi, più o meno dichiarati, assieme ai grandi nomi del Web (in primis i motori di ricerca), oscurino contenuti online o comunque limitino in un qualche modo la libera fruizione degli stessi agli abitanti dei propri Stati. Un esempio sopra tutti, la censura di Yahoo! e Google in accordo col Governo Cinese.

Ma tale censura si limita a pochi esempi? Qual è il vero stato delle cose?

ONI – Open Net Initiative – si occupa proprio di questo: monitorare il livello di censura della rete e promuovere il libero scambio delle informazioni.

Internet censorship and surveillance are growing global phenomena. ONI’s mission is to identify and document Internet filtering and surveillance, and to promote and inform wider public dialogs about such practices.

Dalla Home Page dell’ONI

Al di là dei motivi ideologici e di libertà, al primo posto sicuramente in questa considerazione, c’è anche da tener conto per il futuro del fatto che Internet ed il Web è il porto dove tutte le navi attraccheranno. Evitando le metafore, Internet ed il Web sono il futuro. Dell’informazione, dell’intrattenimento, dei contenuti, dell’economia. Limitarne oggi la fruizione vorrà dire tornare indietro tra qualche anno e dover recuperare.

In Italia come siamo messi?

Secondo l’ONI, non tanto bene, in quanto siamo sotto una censura selettiva. Il primo pensiero è sui filtri (peraltro facilmente aggirabili) messi a punto verso i siti di scommesse esteri l’anno scorso, ma è cosi semplice la situazione? Chi può dirlo?

Solo chi ne è aconoscenza diretta a livello decisionale ed operativo. Dobbiamo fidarci.

L’ONI dispone anche di un blog, attraverso il quale è possibile leggere le notizie di prima mano e soprattutto aggiornate. Un considerazione abbastanza forte è quella secondo cui la liberalizzazione dei tld (top level domain) aiuti la censura di stato.

Esempi di un regime

Data:

5 giugno 2008

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2

In Russia, quando qualcuno parla troppo o non è d’accordo con i dettami del Cremlino lo eliminano dalle trasmissioni mediante escamotage tecnici. E’ successo all’analista politico russo Mikhail Delyagin e ce lo racconta Articolo21.

Almeno da noi si limitano a chiudere i programmi e ad infangare i partecipanti alzando un polverone. Il risultato è che le voci girano e se qualcuno vuole puo’ informarsi meglio e farsi un’idea. In Russia invece no, venendo a mancare ”fisicamente” il partecipante.

C’è sempre da imparare dagli altri Paesi.