Punti di vista
E il presidente Usa Barack Obama probabilmente mangerà abruzzese durante il G8 di luglio dell’Aquila. Magari anche gli arrosticini di pecora, gli spiedini tipici.
«Di sicuro – lo ha confermato con un pizzico di orgoglio la Brambilla – saranno tutti gli altri, dai 2000 giornalisti alle migliaia di ospiti e addetti del G8, a mangiare rigorosamente made in Abruzzo: E capiranno bene in che straordinaria regione sono capitati».
L’idea del menù regionale è venuta all’assessore regionale al Turismo Mauro Di Dalmazio, ma il sottosegretario l’ha accolta al volo: «Non solo mangiare, ma anche gli straordinari vini abruzzesi: quale migliore occasione per promuovere l’agroalimentare della regione?».
L’idea delle autorità turistiche è quella di sfruttare il G8 all’Aquila come grande happening, come momento di marketing mondiale.via PrimaDaNoi
Praticamente uno dei motivi per cui si fa il G8 a L’Aquila è per promuovere il territorio.
Secondo me, si lede la dignità di migliaia di persone senza accorgersene con queste dichiarazioni.
Passando oltre, visto che i prodotti tipici abruzzesi oltre che prodotti fini a se stessi sono parte del patrimonio nazionale e in queste parole implicitamente lo si riconosce, perchè nella vita politica di tutti i giorni non si fa qualcosa per preservare ciò che già c’è?
Mi riferisco allo stato delle falde acquifere, a quello delle discariche, alla vicenda del centro olii di Ortona, all’ampliamento del Rospo di Mare, alla mancata preservazione delle dune un po’ in tutta la costa, alla cementificazione di splendidi scorci e alle tante altre vicende che potrete leggere qui.









