Tutti i post della categoria: ecologia

Punti di vista

Data:

30 aprile 2009

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Abruzzo, Politica, ecologia

E il presidente Usa Barack Obama probabilmente mangerà abruzzese durante il G8 di luglio dell’Aquila. Magari anche gli arrosticini di pecora, gli spiedini tipici.
«Di sicuro – lo ha confermato con un pizzico di orgoglio la Brambilla – saranno tutti gli altri, dai 2000 giornalisti alle migliaia di ospiti e addetti del G8, a mangiare rigorosamente made in Abruzzo: E capiranno bene in che straordinaria regione sono capitati».
L’idea del menù regionale è venuta all’assessore regionale al Turismo Mauro Di Dalmazio, ma il sottosegretario l’ha accolta al volo: «Non solo mangiare, ma anche gli straordinari vini abruzzesi: quale migliore occasione per promuovere l’agroalimentare della regione?».
L’idea delle autorità turistiche è quella di sfruttare il G8 all’Aquila come grande happening, come momento di marketing mondiale.

via PrimaDaNoi

Praticamente uno dei motivi per cui si fa il G8 a L’Aquila è per promuovere il territorio.

Secondo me, si lede la dignità di migliaia di persone senza accorgersene con queste dichiarazioni.

Passando oltre, visto che i prodotti tipici abruzzesi oltre che prodotti fini a se stessi sono parte del patrimonio nazionale e in queste parole implicitamente lo si riconosce, perchè nella vita politica di tutti i giorni non si fa qualcosa per preservare ciò che già c’è?

Mi riferisco allo stato delle falde acquifere, a quello delle discariche, alla vicenda del centro olii di Ortona, all’ampliamento del Rospo di Mare, alla mancata preservazione delle dune un po’ in tutta la costa, alla cementificazione di splendidi scorci e alle tante altre vicende che potrete leggere qui.

Abruzzo: terra verde dalle acque nere

Data:

7 ottobre 2008

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ecologia, notizie

Mea culpa. Mi era proprio scappata. Mi riferisco alla “Legge Fogna” che per quasi un anno ha trasformato le acque abruzzesi in una discarica. Nel vero senso della parola. Non solo lo scandalo sanitopoli, questo centro sinistra (sig!) abruzzese non si è risparmiato niente.

Solo lo scorso 30 Settembre infatti, è stata abrogata la legge ([Un comma inserito nella legge sull’insonnia dei camionisti], per farvi capire, eh) denominata giustamente Legge Fogna.

La legge, in barba alle Direttive Comunitarie ed alla normativa nazionale, aveva autorizzato i Comuni sotto i 2.000 abitanti a scaricare direttamente nelle acque superficiali senza trattamento delle acque reflue urbane e senza protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole.
Così come aveva autorizzato i Comuni fino a 10.000 abitanti a scaricare direttamente nelle acque costiere.

I danni per l’ambiente sono stati ovviamente elevatissimi. Il perchè di questa legge? Semplice: gli impianti dei Comuni per il trattamento delle acque non erano a norma. Le multe sono state annullate. Non potendo rimediare il altro modo, hanno fatto finta che il problema non esistesse alzando i limiti.

Bene, bravi e pure bis!

- La notiziaL’inchiesta de La Stampa -

Mi consolo leggendo delle innovazioni tecnologiche adottate dalla Honda di Atessa che porta lo stabilimento ai vertici per quanto riguarda l’ottimizzazione della gestione della produzione introducendo l’Rfid.

Spazzatura amica

Data:

5 ottobre 2008

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ecologia

Due coniugi americani, con un semplice stratagemma, siano riusciti a ridimensionare notevolmente la quantità di spazzatura prodotta e sono arrivati ad alti livelli di riciclaggio. Il semplice stratagemma è stato tenersi la spazzatura in casa. Proprio cosi. La vicinanza della spazzatura, nel tempo, si è rivelato un ottimo deterrente per indurre la coppia a produrne sempre meno.

Sarebbe bello poter riuscire ad applicare gli stessi principi nella vita di tutti i giorni, anche perchè a tenersi la spazzatura in casa credo che se non si gestisce bene la cosa si arrivi ad una puzza che cresce in maniera inversamente proporzionale alla quantità di rifiuti recuperati/riciclati :D

Se ne volete sapere di più, qui c’è il blog dei due cittadini che hanno avuto quest’idea.

[via ecoblog]

Voi come vi comportate al riguardo? In casa mia il garage è per la macchina, ma effettuiamo da diversi anni la raccolta differenziata, e da circa sei mesi recuperiamo i rifiuti organici trasformandoli in terriccio fertile per l’orto e il giardino mediante il compostaggio (no, non puzza :D ).

Riflessioni su una scomparsa annunciata

Data:

10 settembre 2008

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ecologia, personale

Se state leggendo questo post, l’esperimento al CERN è andato bene :D

In questi giorni si è creato parecchio buzz per un evento che pare debba rimanere nella storia. Chissà quanti hanno davvero creduto che il mondo potesse finire, quanti hanno fatto tutte quelle cose che non si sono mai sognati di fare (mandare a quel paese il proprio capo, rivelare cose mai dette, riavvicinarsi a persone dimenticate, eccetera eccetera).

Quello che mi viene da pensare però è un’altra cosa: cosa faremmo se veramente ci rimanessero pochi anni da vivere? Che ne so, due meteoriti che molto probabilmente impatteranno contro il nostro globo, oppure la notizia che i ghiacciai si stanno sciogliendo e fra pochi anni parecchia della superficie terrestre verrà sormontata dalle acque, oppure che ormai siano rimasti troppi pochi alberi per poter riossigenare il pianeta, oppure che sul pianeta siamo in troppi e che le superfici coltivabili non bastano a garantire una corretta alimentazione a tutti, oppure, oppure… oppure le guerre, oppure le religioni, oppure l’inquinamento, oppure l’avidità… oppure mettiamola così:

Cosa fareste se l’uomo facesse di tutto per scomparire?

Retorica? No, certezze :D

Traffic Kills: idee fatte protesta

Data:

25 ottobre 2007

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Oggi ho scoperto questa community e ve la volevo segnalare: Traffic Kills.
Una community piena zeppa di idee con le quali fare protesta e manifestare impegno civile. Alcune foto sono veramente spettacolari ed immediate.

Vi posto parte della loro presentazione ufficiale per farvi capire meglio il progetto:

MOSTRA IL MONDO CHE NON PUOI PIU’ SOPPORTARE!
MOSTRA LA LIBERTA’ SENZA LA QUALE NON PUOI VIVERE!

TK è una community dove si parla di ecologia, politica, attivismo, impegno sociale e civile.
Un luogo dove le persone possono raccontare le loro vite, le strade nelle quali abitano, metter in risalto cosa non funziona e cosa non sopportano più.
Un luogo dove trovare consigli ed esempi per vivere meglio e rispettare/preservare le risorse che la natura ci ha messo a dispososizione. Un luogo dove conoscere informazioni sullo stato dell’ambiente, e vedere allo stesso tempo video e fotografie divertenti.
Un luogo dove aggregarsi per diventare una voce rilevante. Una voce in grado di innescare un cambiamento.
Una voce in grado di connettere le persone in una nuova pacifica rivoluzione urbana.

Maggiori info su : www.traffickills.com

[tags]protesta,idee,collaborazioni,impegno civile,traffic kills[/tags]

…e se l’uomo scomparisse?

Data:

13 ottobre 2007

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Spulciavo le fonti RSS alle quali sono abbonato quando incappo in un post del bloGalileo. Questo post parla delle conseguenze per il nostro pianeta se l’uomo scomparisse di colpo. Come si evolverebbe la situazione mondiale?
Posso iniziare a dirvi che:

2 giorni dalla scomparsa del genere umano
Primo effetto, banale ma non così scontato, la metropolitana di New York sarebbe invasa dall’Oceano a causa del mancato pompaggio delle acque.

7 giorni
A causa del mancato rifornimento di carburante, la maggior parte dei generatori di emergenza delle centrali nucleari si arresterebbe, causando la fusione del nocciolo nei reattori.

1 anno
In tutto il mondo un miliardo di uccelli, uccisi ogni anno, sopravvivrebbe grazie al mancato funzionamento delle luci nei grattacieli, dei ripetitori, delle pale per l’energia eolica e dei cavi dell’alta tensione.
Molte specie animali inizierebbero a ripopolare i siti ove si erano verificate le esplosioni delle centrali nucleari.

… il resto del post, ispirato al libro The World Without Us (Il Mondo senza di noi) di recente pubblicazione lo trovate qui.

Sperando in una futura pubblicazione del libro in Italia, io dico che la Terra e tutti gli esseri che la popolano non sentirebbero la nostra mancanza…

[tags]ecologia,inquinamento,Uomo,specie Umana,futuro,pianeta Terra[/tags]

Italia e nucleare: il rischio c’è e può solo crescere

Data:

12 ottobre 2007

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In Italia, grazie ad un referendum nel 1987 (pochi mesi dopo il disastro di Chernobyl), si è detto no al nucleare in tre modi:

  1. No alla costruzione di centrali nucleari in Italia
  2. No alla partecipazione dell’Enel a impianti nucleari dislocati all’estero
  3. No ai contributi per incentivare le centrali nucleari

Tutto bene quindi? Certamente no!

Senza contare il fatto che l’Italia è circondata da Paesi europei che utilizzano il nucleare, l’Italia è anche piena di scorie nucleari prodotte durante gli anni in cui le centrali nucleari erano in funzione nel nostro territorio. I rifiuti di origine nucleare sono estremamente pericolosi per la salute del nostro pianeta e degli esseri viventi che lo popolano, inoltre se non trattati, mantengono la loro pericolosità per decine e decine di anni. Fatto ancor più grave è che a livello mondiale una soluzione definitiva per il problema delle scorie nucleari non ancora viene trovata difatti i centri di raccolta per tale tipo di rifiuti sono tutti temporanei. Un vecchio articolo de “La Stampa” viene ripreso da Indymedia che ripropone anche la mappa del nucleare in Italia. Tale articolo è datato (Novembre 2003), ma rimane comunque recente visto che nei mesi scorsi è stato stretto un accordo tra Italia e Francia per il trasporto di parte delle nostre scorie nucleari in Francia dove verranno trattate e rispediteci, il tutto alla modica cifra di 250 milioni di euro. Quest’operazione riguarda 235 tonnellate di combustibile nucleare situati in tre centrali, ma tutte le altre? Il rischio rimane comunque alto anche perché i rifiuti trattati in Francia ritorneranno nel nostro territorio e dovranno comunque essere messi in sicurezza.

Come abbiamo visto, a parte alcune “fiamme di passione” da parte di alcuni nostri esponenti politici, il primo punto del referendum è stato rispettato. Quanto ai restanti due punti, c’è da preoccuparsi. Da un lato l’Enel acquisisce il controllo azionario di una società slovacca e dei suoi impianti nucleari (in nome dell’energia pulita e finanziata da noi cittadini con le detrazioni sulle bollette), dall’altra il Governo italiano si impegna nella ricerca nucleare con la partecipazione a progetti di studio internazionali: ambedue le scelte in barba alla decisione presa dal popolo italiano con il referendum.

Il futuro è tetro, ci sono diverse modalità per produrre energia attraverso le fonti rinnovabili, ma nessuna azione viene attuata un po’ per una mentalità vecchia che cerca soluzioni con risorse datate, un po’, fatto ancor più grave, per l’opposizione di chi volendo tutelare il patrimonio naturale attraverso il “bel paesaggio”, si oppone alla costruzione di centrali eoliche e un po’ perché pare che non c’è proprio la voglia di trovare una soluzione.

Nella speranza che in futuro vengano prese decisioni migliori delle attuali, vi invito a visitare questi siti per informarci meglio sulla questione delle scorie nucleari in Italia e sul nucleare in generale:

Zona nucleare , Progetto Humus e il disastro di Chernobyl, Articolo di Greenpeace sul nucleare dell’Enel, Articolo di Greenreport sul ritorno al nucleare, Archivio Nucleare

[tags]Nucleare,energia,ambiente,referendum,fonti rinnovabili,scorie,inquinamento[/tags]

Aperto il passaggio a Nord-Ovest

Data:

15 settembre 2007

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ecologia, immagini, notizie

passaggio a nord ovest

Alberto Angela non potrà usare più “Passaggio a Nord-Ovest” come nome per la sua trasmissione scientifico-storico-culturale. Ormai il famoso passaggio, che unisce l’Oceano Atlantico con il Pacifico è aperto e non possiede più quella sorta di nomea fantastica.
Dalle ultime foto dai satelliti si vede che il passaggio è aperto. I ghiacciai, una volta perenni, si sono ritirati. Gli esperti boccheggiano cercando di dare spiegazioni che non hanno.

Ancora Pedersen: “La forte riduzione in atto ci fa supporre che la diminuzione estiva dei ghiacci procede ad una velocità del tutto inaspettata e questo ci dice che dobbiamo rivedere i criteri dei processi coinvolti, perché il fenomeno non era nelle nostre previsioni”.

continua a leggere su La Repubblica

Non mi aspettavo una cosa simile, sinceramente mi ero anche dimenticato di cosa fosse il passaggio a Nord-Ovest. MA di certo sono anni, se non decenni, che si parla dello sconvolgimento climatico.
Ora mi chiedo: chi ha il potere di invertire tale tendenza farà qualcosa o si userà la nuova rotta commerciale continuando, come si sta facendo, a parlare senza fare un cazzo?

[tag]clima,ghiacciai,passaggio a Nord-Ovest[/tag]

Caricabatterie per cellulare ad energia solare

Data:

20 agosto 2007

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ecologia, tecnologia

scotty caricabatterie ad energia solare

Oggi ho scoperto Scotty un caricabatterie ad energia solare compatibile con tantissimi cellulari (naturalmente il mio no -.- o perlomeno non ancora), PDA, lettori mp3, GPS, CD Player e che permette di ricaricare anche le classiche stilo. Costa 39 euro e credo che sia un ottimo investimento sia per il risparmio energetico che per il portafoglio vista la sua versatilità ed il risparmio di corrente elettrica.

Stando ai dati ufficiali è abbastanza potente, senz’altro lo comprerò quando il mio cellulare sarà supportato e vi invito a fare altrettanto.

Sito ufficiale

[tag]Scotty, energia solare, ricarica batterie, high tech [/tag]

Il miracolo italiano…

Data:

28 luglio 2007

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ecologia, notizie

… è senza dubbio Varese Ligure.

varese ligure

Un prodigio? No, ma quasi: Varese Ligure, piccolo borgo appenninico tra Parma e La Spezia, ha meritato in pieno il titolo di paese più ecologico d’Europa.

Con mulini a vento e pannelli solari ottiene energia solo pulita e in quantità superiore al suo fabbisogno, riuscendo così a rivenderne una parte, all’Enel.

Non solo: il 95% delle aziende agricole del comune ha certificazione biologica: i campi non conoscono pesticidi né ogm e il bestiame è alimentato con foraggio o mangimi bio.

Autore del miracolo l’ex sindaco, un dc radiato dal partito per aver messo in giunta i comunisti. E’ Maurizio Caranza, oggi assessore all’ambiente, che ha innestato un vero circolo virtuoso, trasformando Varese Ligure da cittadina in via d’abbandono in un suggestivo borgo medievale restaurato e in un centro agricolo così ecoproduttivo da esportare carne e formaggi in tutta Italia, e da far salire l’occupazione a tassi da capogiro.

E ora l’Università di Bologna lo ha messo sotto la lente, perché ha scoperto che a Varese Ligure – guarda un po’ -, si vive molto, molto più della media…

Reportage di Arcoiris.tv