Tutti i post della categoria: violenza

23 maggio 1992

Data:

23 maggio 2009

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Giovanni Falcone

Giovanni Falcone

Capaci, Palermo 

Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro.

Sbarcare in Italia non vuol dire sopravvivere

Data:

3 novembre 2008

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Uno dei più grandi problemi derivanti dall’immigrazione è sicuramente lo stato di salute delle persone che, ammassate su delle autentiche bagnarole, sfidano il mare per andare incontro ad un futuro migliore. Se molti immigrati non muoiono appena sbarcati o nei giorni successivi e, cosa ugualmente importante, non portano con se magari delle malattie è soprattutto merito di organizzazioni come Medici Senza Frontiere che si fanno carico dello stato di salute di queste persone e le aiutano a sopravvivere al meglio.

Dal 31 Ottobre però, cio non è più possibile a Lampedusa (una delle principali mete degli sbarchi) in quanto il Ministro dell’Interno Italiano “ha deciso di non firmare un nuovo Protocollo d’Intesa e di non rilasciare il permesso necessario perché MSF continui ad operare adeguatamente”. Medici Senza Frontiere, cosa assurda, riesce ad operare durante le guerre in territori ostili, ma non sul suolo italiano.

Che a questo Governo fosse razzista l’immigrazione proprio non andasse giù era cosa risaputa, ma che lasciasse morire della gente è davvero fonte di nuova vergogna in campo internazionale.

via Totanus

Smettiamo di usare gli ultras

Data:

12 ottobre 2008

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Politica, violenza

Una volta c’era il bel gioco del calcio, infarcito di soldi nelle serie maggiori, ma comunque un bello sport. Poi arrivò “Moggiopoli”, ovvero si scoprì la verità, il magna-magna generale (perchè non venitemi a dire che pensate che solo Moggi ha rovinato l’etica in questo sport), e quei pochi disincantati che erano rimasti aprirono gli occhi e si ricredettero.

Ogni tanto si parlava di ultras, di quei baldi giovini che seguono la loro squadra del cuore in giro per mezza Italia e, se sono tra i fortunati sostenitori di una squara forte) in Europa e nel Mondo. Si è sempre detto che gli ultras sono violenti, estremi nelle loro ideologie politiche. Ogni tanto si faceva la foto ad una bandiera celtica, ad un cesso (o uno scooter) che rotolava dagli spalti, qualche cazzotto e così via. Una volta all’anno o giù di li, parte il periodo speciale a causa dell’omicidio di qualcuno, si riparla di violenza, ecc., ecc.

Da qualche tempo a questa parte no invece. Gli ultras vengono quasi dipinti come un vero e proprio movimento politico (spesso fascista) e si racconta nel minimo dettaglio delle loro bravate. Ogni articolo è un reportage di quello che hanno o non hanno fatto gli ultras.

Ora rendiamoci conto di una cosa: gli ultras ci sono sempre stati, i macelli creati da loro anche: sono violenti ed estremisti. Perciò smettiamo di usarli per raccontare di come negli ultimi tempi le idee estreme si stanno impossessando della nostra società, perchè i recinti (per le mandrie imbizzarrite) negli stadi italiani ci sono da decenni.

Soprattutto, smettiamo di usare uno sport per addormentare le menti delle persone. Immaginiamo l’Italia dopo 6 mesi senza calcio: coscienze che si svegliano, persone che trovano interessi diversi. Magari cominciano a leggere ed informarsi di quello che succede nel proprio Paese. Naa, molto meglio un branco di pecore che fanno scrivere articoli che, non so a voi, a me danno il voltastmaco.

Aiutatemi a capire

Data:

1 ottobre 2008

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Aiutatemi a capire, io di queste cose mastico poco.

Nel 2001, per finanziare le invasioni, l’America emette tanti bot comprati in larga parte dalla banca centrale cinese. La maggior parte delle industrie americane ma non solo, ha la produzione dislocata nell’est e soprattutto in Cina.

Tante di queste aziende che esportano occupazione per trarre maggior profitto sono le case editrici. Oggi vengo a sapere che il regime cinese, censura anche i libri in lingua occidentale che vengono stampati esclusivamente per i mercati occidentali. Quante sono le case editrici che in nome del profitto si faranno censurare i libri? Quante quelle che rinunceranno ai soldi in nome dell’etica?

Se una singola entità ha in mano il potere economico (e politico), il potere produttivo e il potere culturale che cosa potrà accadere da qui in poi?

Nel frattempo in Italia, in nome della sicurezza, fomentiamo il razzismo e troviamo qualsiasi scusa per accettare il fascismo per quello che non è mai stato. In più accettiamo le rassicurazioni di chi ci dice che tutto va bene, anche se tutto l’attuale sistema sta crollando e quello che sta ancora in piedi è pieno di crepe e scricchiola da tutte le parti. Non solo, tra qualche anno accendere il gas per cucinarsi la pasta non sarà per tutti e poter fare la scarpetta con del pane fresco sarà un lusso. Se nel mentre la luce in cucina è accesa, beh, inimmaginabile.

Ma non è detto che si arriverà a questo, potremo anche morire prima per l’avvelenamento di qualche cosa di tossico inserito negli alimenti per guadagnarci sopra ancor di più.

Dove stiamo andando?

Vergognoso

Data:

29 settembre 2008

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Non ho parole

Razzismo europeo

Data:

20 settembre 2008

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UPDATE: La manifestazione non si farà.

Poche ora fa ho scritto di razzismo ed ecco che devo riprendere l’argomento. Purtroppo è in programma una manifestazione razzista a Colonia, in Germania e vi prenderà parte anche quella brava persona di Borghezio: italiano, europarlamentare della Lega Nord.

Di Borghezio mi vergognai parlai diverso tempo fa, ma qui ora il punto è un altro: com’è possibile che politici europei prendano parte a tali manifestazioni? In Europa, poi, che si definisce ufficialmente:

Cos’è l’Unione europea?

Una partnership economica e politica unica al mondo che unisce 27 paesi democratici europei.

Quali sono i suoi obiettivi?

Pace, prosperità e libertà per i suoi 495 milioni di cittadini — in un mondo più giusto e più sicuro.

Dov’è il mondo più giusto e più sicuro se dei politici con tutto il loro seguito vogliono negare l’esistenza di un’altra cultura, di un altro modo di vedere le cose, di un’altra mentalità?

Dov’è finita la laicità? Che piaccia o no, l’Islam fa parte della nostra realtà. E’ tempo che ci si decida a rispettarlo a dovere, come chi la pensa diversamente pretende lo stesso rispetto.

E’ possibile che con tutti i problemi che abbiamo si debba pensare alla religione?

Razzismo per combattere altro razzismo

Data:

20 settembre 2008

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personale, violenza

LA RIVOLTA – Nel frattempo, sale la rabbia a Castelvolturno: alcuni immigrati, bastoni in mano, hanno frantumato le vetrine di alcuni negozi e rivoltato auto in mezzo alla strada, distruggendo i vetri di altre vetture ferme. Il tutto davanti al luogo dove sono stati uccisi i sei stranieri. «Vogliamo giustizia – urlavano – non è vero che i nostri amici ammazzati spacciavano droga o erano camorristi. Sono state dette tutte cose false». Gli extracomunitari, soprattutto africani, puntano il dito contro chi li accusa di spacciare droga. «Noi siamo persone perbene, non è giusto che ogni volta che si parla di droga – dicono – siamo noi i colpevoli e questo solo perché è nero il colore della nostra pelle. Questo è razzismo». A un certo punto gli immigrati hanno iniziato a lanciare massi e oggetti pesanti contro la camionetta della polizia. La protesta è proseguita nel pomeriggio: gli immigrati hanno sradicato segnali stradali gridando «italiani bastardi».

via Corriere della sera

Sono un antirazzista da sempre, ma combattere il razzismo con altre dichiarazioni razziste è la cosa meno indicata da fare. Penso che ci vorrebbero più luoghi di aggregazione, meno serate passate davanti la TV, più passeggiate in mezzo alla gente, più tempo speso a pensare che dopotutto non siamo diversi, che il colore della pelle è un sintomo dell avarietà della natura, che la nazionalità è stata creata dagli uomini. Ci eleggiamo a creature senzienti e siamo convinti che siamo la migliore manifestazione della forza della natura e ci perdiamo in un bicchiere d’acqua così piccolo.

Nuove da Barbara

Data:

19 settembre 2008

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La grandiosa Barbara continua a farsi sentire ed è giusto che sia cosi. Oggi lo fa con un’intervista rilasciata per Claudio Messora che vi riporto:

Qui trovate il post originale allegato all’intervista.

Per chi non conoscesse la vicenda, Barbara ne parla qui, qui e qui.

Io ho detto la mia qui, qui e qui.

P.S.: Barbara, c’hai le palle!

Carrefour risponde

Data:

16 settembre 2008

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mondo_blog, notizie, violenza

Come praticamente tutti quelli che in questi giorni hanno preso parte all’indignato movimento di protesta nei confronti della Carrefour, anch’io ricevo la risposta ufficiale del gruppo e ve la riporto, anche se sono sicuro che l’abbiate già letta. Personalmente credo nelle buone intenzioni della Carrefour, ma ciò non toglie che hanno la responsabilità di scegliere con cura i propri dipendenti e collaboratori esterni e credo che se ne siano accorti, eccome! Spero che le punizioni ventilate nel comunicato vengano somministrate e che siano di esempio per qualunque persona venga a contatto con questa vicenda. Quello che è successo non si deve ripetere!

Ora che ho spezzato una lancia a favore della Carrefour posso dirla tutta: siete sinceramente dispiaciuti dell’accaduto? Il comunicato potevate metterlo sulla home page del gruppo e non rifilarlo sottobanco.

Non preoccupatevi, la voce la possiamo rialzare in un qualunque momento.

Ecco il testo del comunicato:

Buongiorno.

Il Gruppo Carrefour Italia è profondamente sorpreso e sinceramente dispiaciuto dell’accaduto riferito dalla Signora, fatto che non rientra assolutamente nelle nostre filosofie e nei comportamenti dei nostri collaboratori.

Non possiamo che confermare che il nostro costante impegno è rivolto alla soddisfazione dei nostri Clienti, al totale rispetto delle loro esigenze ed aspettative, dai più piccoli ai più grandi.
L’etica è alla base della nostra attività e condizione imprescindibile del comportamento dei nostri collaboratori.

Il tour Disney Cars, realizzato presso il Carrefour di Assago e programmato in altri ipermercati della nostra rete che ne fanno da cornice, rientra pienamente in questo nostro impegno: abbiamo voluto offrire ai bambini ed alle loro famiglie un momento di divertimento.

Affinché i piccoli frequentatori degli ipermercati potessero vivere per un attimo dentro la “favola”, l’organizzazione è stata curata nei minimi dettagli, anche attraverso l’ausilio di società esterne. Tutte le persone coinvolte sono state adeguatamente selezionate ed informate circa la filosofia aziendale ed i comportamenti necessari.

Abbiamo preso contatto con la Signora con la volontà di approfondire l’accaduto affinché ogni responsabilità accertata venga punita con il massimo rigore.

Ci auguriamo peraltro che un singolo sfortunato episodio non pregiudichi il rapporto di fiducia che siamo riusciti a costruire con le migliaia di Clienti che ogni giorno frequentano i nostri punti di vendita e che ci scelgono anche per i valori che contraddistinguono la nostra insegna.

Molti cordiali saluti

Gruppo Carrefour Italia

Al Carrefour di Assago perde valore anche il rispetto della persona. Sconto quantità!

Data:

15 settembre 2008

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UPDATE: Vengo a sapere da Sara Taricani che la notizia è arrivata a Google News (grazie Friendfeed :D )

Tramite il blog di Luca Conti vengo a conoscenza di un fatto orribile.

La vicenda riguarda un bambino autistico di quattro anni, la sua madre e la Carrefour di Assago (MI).

Durante l’esposizione di alcuni modelli delle macchine protagoniste del film Cars con relativa organizzazione per permettere di fare le foto-ricordo il bambino, solo perchè si comportava in maniera diversa facendo perdere due minuti a chi era li per fare le foto, è stato deriso e maltrattato davanti a tutte le persone presenti. Triste l’epilogo che fa capire bene che aria si respirasse in quel momento: “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente”.

Inutile cercare di descrivere la mia indiganzione e lo schifo che provo solo al pensiero di appartenere alla stessa razza del regno animale di tali persone. Vi invito a sfogarvi mandando una email al servizio clienti della Carrefour: servizioclienti@carrefour.com. Io l’ho appena fatto. Vi invito anche a leggere tutta la vicenda, che ho volontariamente sintetizzato, direttamente sul blog della madre del bambino: Email che fanno male.

Questo è il prezzo che si paga ad essere diversi… ecco io sono orgoglioso di essere diverso da determinate persone.